La poesia citata da Antonio Marras per la sua sfilata PE 2011 è “Bright Star” di John Keats. E la memoria va all’ultimo, omonimo film diretto da Jane Campion. Quelle atmosfere, quei colori si leggono in controluce in questa sfilata dove compaiono giovani fanciulle in sottili e trasparenti vesti che intervallano broccati più corposi a sottilissimi pizzi, usati anche per camicie da notte portate a giorno. Una donna assolutamente romantica, che ama vesti libere, leggere, sovrapposte a strati diversi ton sur ton. Che sembra volare come le bianche farfalle di carta che hanno accompagnato l’uscita finale di abiti bianchi e crema.
Prevalgono shorts e minigonne, al ginocchio con orli asimmetrici, caftani e abiti oversize e pantaloni sopra la caviglia o chiusi da coulisse. I colori sono rosa, bordeaux, beige polveroso, celeste, bianco, rosa corallo, khaki, verde, nero, bianco, verde, giallo senape. I tessuti predominanti cotone, seta, pizzo, jacquard, lino, chiffon ricamato e stampato, maglia, canvas, broccati, chiffon ricamati a dévoré.
Silhouettes fluide, che partono da spalle piccole e si allargano appena sotto il seno o dai fianchi; giacche caban diritte, anche senza maniche. Casacche e caftani lunghi ai fianchi o maxi, spesso sovrapposti a pants di chiffon trasparente, anche stampati a fiori. Patchwork di tessuti per i capispalla, tailleur pantaloni con pinces profonde. La rivisitazione del grembiule, forma base da cui lo stilista è partito, trova numerosi esempi di pizzo trasparente, di tessuto stampato a motivi e colori acquarellosi, di seta monocromatica con bordo a contrasto, e con lingerie a vista.
Gli accessori sono sandali molto bassi di pelle chiara, nera o metal con cristalli applicati e zeppa sottile, e borsa piatta di pelle metal.